Moneta da 1000 lire te le ricordi? Ecco il valore aggiornato!

La 1000 lire è stata una delle tipologie di taglio monetario tra le più comuni in Italia, almeno fino all’arrivo dell’euro, ed in particolare il formato banconota ha permesso agli italiani di fare affidamento su un tipo di “pezzo” estremamente comune e dal valore modesto ma non per questo poco rilevante.
Non tutti ricordano però che nel corso dell’ultima fase di “vita” della lira è esistita anche una versione moneta da 1000 lire che è stato molto chiacchierato ai tempi a causa di un particolare tipo di errore.

Ma oggi, quanto può valere una moneta del genere? Esiste un mercato collezionistico molto radicato per la lira, va tuttavia ricordato che nel corso della storia della vecchia valuta italiana sono esistiti più di un tipo di esemplare di questo tipo. Quale è quello più interessante?

Ricordi la 1000 lire formato moneta?

Quasi sempre viene in mente la banconota da 1000 lire con il volto di Maria Montessori, la più diffusa ed anche la più “nostalgica”, ma è stato proprio tra gli anni 90 e 2000 che in Italia si sono diffuse anche le monete dallo stesso valore.

La più comune e per questo abbastanza facile da trovare, è la 1000 lire Bimetallica, che presenta una composizione simile alla 500 lire moneta ma con leghe metalliche al rovescio. Questa 1000 lire, che ha iniziato ad essere comune a partire dal 1997 ha fatto riscontrare un grosso errore nel disegno di una delle facce, ovvero la presenza di una Germania ancora divisa (nonostante la nazione tedesca ai tempi fosse già stata riunificata da 8 anni), nonostante una successiva correzione sussistevano ancora errori.

Questi non hanno portato la moneta a diventare rara, anche perchè la zecca non ha ritirato i pezzi “difettosi”. Per questo motivo un esemplare della 1000 lire in formato moneta bimetallica vale pochi euro, con picchi massimi di 10-12 euro.

Discorso diverso per le monete da 1000 lire in argento, coniate a scopo commemorativo, come la 1000 lire “Roma Capitale”, emessa in quantitativi limitati, coniata in argento 935 nel 1970. Il valore medio si aggira su qualche decina di euro ma le versioni di “Prova” possono raggiungere oggi valori molto elevati anche superiori a 1000 euro, in quanto questi esemplari di prova per l’appunto erano destinati esclusivamente agli addetti operatori della Zecca.

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